giovedì 21 novembre 2013

Perche' non Busto Arsizio?

Poesia vincitrice di un concorso a Castiglione delle Stiviere, di cui non so altro.
Ne' l'autore, ne' quando e' stata scritta.
Ho avuto questo testo da una persona amica quando ha saputo della mia permanenza di un anno a Busto Arsizio.
Leggendo la poesia sorgono spontanee alcune domande: si parla di stazione Nord o Stato?
E poi l'amore che mori', era verso un (o una) bustocco o bustese?




Perche' non Busto Arsizio?

Tutti ma proprio tutti,
(lo so, lo so anch'io)
a piangere Venezia.
Sotto ogni cielo, in ogni idioma:
oh Venezia...oh Venice...oh Venedig...eccetera.
Perche' non Busto Arsizio?
Non una lacrima si scioglie...
...su Busto Arsizio.
Non ha un nel nome,  d'accordo,
non ha bionde turiste, d'accordo,
non ha lagune in cui scendere, patetica,
a morire...d'accordo.
E il sole non gioca
su cupole verde dorato... a Busto Arsizio,
(ha altro da fare in altri paraggi).
E, "Thomas Mann" non ha fatto "morire"
nessuno... a Busto Arsizio...

... soltanto anni fa, mori' per me
"qualcosa" a Busto Arsizio:
mori' un piccolo, infreddolito amore...
...alla stazione, nella nostra gelida nebbia...
...tra le bugie e i fiati...
senza poesia e in fretta,
nascosto nell'attorcigliarsi
della sua sciarpa rossa
(o viola? E'triste, non ricordo),

"soffocato" dal mio egoistico
riserbo, dal mio puerile
timore di "far male", e
"annegante" nei suoi umidi
occhioni,esagerati, a invadere
il suo patetico musetto da topina.

Mori', rapido,
tra il predellino di un treno
che arrivava e 
quello di un treno
che partiva.
Ecco perche' vorrei, ora,
spendere un soldo di poesia...
... e una lacrima...
... per Busto Arsizio...
... di cui vidi soltanto la stazione.

mercoledì 20 novembre 2013

Alla scoperta di Feno 2




Dopo una settimana di assenza, e' tornato, e fortunatamente in grandissima forma.
Feno, protagonista di qualche post fa si e' manifestato in tutta la sua magnificenza.

Chi e' Feno?
E'il classico genitore presente in qualunque panchina, di qualsiasi impianto, di qualsivoglia disciplina, il piu' detestato dagli istruttori.
Quello che cerca il contatto con gli altri genitori, che cerca di fare il simpatico, che calpesta qualsiasi regola impostata dallo staff in campo.

Oggi entra in sordina, si mette da parte e toglie le giacche ai bambini, uno dei due corre con gli altri mentre il piu' piccolo non ne' vuole sapere.
Siccome Feno e' anche fine psicologo infantile, senza batter ciglio, prende in braccio il pargolo e lo porta dagli altri bimbi, lo forza a mettersi in fila, soddisfatto esce, sotto lo sguardo attonito degli istruttori.

Uno dei due bambini e' vestito da cavaliere templare (Feno, ma perche'?) con tanto di spada di legno in una mano e racchetta da tennis nell'altra.
Intanto lui riesce a stabilire un contatto con il maestro piu' giovane, chiacchiera a lezione in corso, appena pero' entra il piu' esperto responsabile si defila rapidamente, il vigliacco.
Torna a bordo campo dove cerca in maniera evidente di entrare in conversazione con qualcuno degli altri genitori, chi manda dei sms, chi bada al bambino piccolo in braccio,chi semplicemente osserva il suo figliolo correre e saltare, nessuno disposto a dare del filo, e Feno e' provato.

Raccoglie nervosamente dei pezzetti di foglie, o carta e li butta in un bidone vicino, ad un certo punto sembra cacciare gli acari, non esiste piu' nulla da raccogliere.
Lo metto alla prova: ho in mano un fazzolettino di carta, strappo degli angolini piccolissimi e li butto, senza farmi vedere, a terra sul lato opposto al suo, passa pochissimo tempo e lui si getta a capofitto li prende e li butta.
Mi sono sentito come quando da bambino andavo nel parco di Villa Revoltella a Trieste a buttare i pezzi di pane ai pesci del laghetto di fronte alla chiesa,  li buttavo dove i pesci non c'erano per vedere come nuotavano veloci per procurarsi il cibo.

Intanto il bambino cavaliere templare ha riposto spada e la racchetta, e lui prende Excalibur e la brandisce per salutare i bimbi impegnati nella ginnastica, fa un gesto di saluto ai genitori presenti ed esce.

Rientra quando mancano circa dieci minuti alla fine della lezione, ovviamente entra in campo per farsi vedere dai figli, poi si siede sulle panchine, sono emozionato come un bambino, e' vicino a me.
Mi chiede se non mi sembra troppo presto per questo freddo.
Tutto il mondo e' paese, il meteo e'il miglior modo per iniziare un'inutile conversazione, non ci casco, faccio un sorriso annuisco, ma bado bene ad aprire bocca, sposto lo sguardo e credo capisca che non ci sara' un seguito al discorso.

Alla prossima Feno.

lunedì 18 novembre 2013

Passione K - viva la emme -

Era un coach K che gia' dal riscaldamento pensava alla sala stampa e a come mettere le mani avanti davanti ad un risultato deludente, contro la WLM Udine.
Era gia' pronta la formula classica: "non deve essere e non e' assolutamente un alibi, ma oggi dobbiamo registrare svariate assenze".

Ma non ha fatto i conti con i propri califfi che hanno dominato il pitturato e dopo un andamento da saliscendi hanno preso in mano la gara e portata a casa, controllando.

Grossi demeriti agli udinesi, e non per la gara che e' stata piu' che discreta ma per aver dato agli aitanti atleti alabardati delle motivazioni ulteriori a quelle che gia' il campo normalmente regala.
Infatti e' quanto meno rischioso davanti a uomini triestini tutti di un pezzo sfoggiare un nome come WLM che potrebbe tranquillamente essere un acronimo stimolante.
Allora all'urlo di viva la mela o viva la mamma, la Passione resta imbattuta e si appresta a andare a Fogliano in casa dei campioni in carica per ulteriori conferme.

Chiudiamo poi con l'ennesima Mourinhata del coach K, che evidentemente e' allergico a quei seri professionisti che hanno preso il loro impegno lavorativo come nobile missione, ed e'entrato nuovamente in polemica con un camice bianco, per questioni di convocazioni.
I lettori piu' attenti inoltre possono in  maniera maliziosa collegare le particolari polemiche e soprattutto la loro sequenza temporale, prima un farmacista poi un oculista.
 Cioe' alla prima polemica che ha interrotto i rapporti con colui che riforniva il buon coach di particolari farmaci, si e'passati ad un medico specializzato in problemi di vista, la favella popolare non e' scienza ma lasciamo a voi le conclusioni.

Insomma i risultati spazzano i malumori, ma noi lavoriamo nel fango e le nostre antenne saranno sempre pronte.


Passione 65 - Wlm Udine 58
Tonut 13,Bevitori e Fortunati 16, Lorenzi 10, Scrigner 2, Serafini 6, Glavina2.

domenica 17 novembre 2013

Il lusso del basket

Probabilmente saltero' di palo in frasca, faro' talmente tanti errori da consumare il tasto "delete" e anche mille riletture non basteranno per rendere scorrevole il testo.
Ma quello che scrivo lo penso da un sacco di tempo, tocca le mie corde piu' intime, la mia prima passione, quindi penso di meritare giustificazioni.
 Ad agosto i frequentatori del PalaTrieste o PalaRubini  (me ne strafrego della polemica inutile sul nome, io sul sondaggio del Piccolo per l'inaugurazione avevo scritto con poca fantasia PalaBora e adesso lo chiamerei PalaCola in onore di Nicola Porcelli) programmavano gia' le domeniche bianche di Piancavallo e Pramollo, o sentivano gia' il gusto di un buon crudo tagliato con la "manera" in qualche osmiza di Prepotto,Slivia o Samatorca, convinti di non vedere piu' il basket di primo livello in citta'.
Poi i pazzi visionari dell'iniziativa dell'abbonamento utile al salvataggio della societa' (Dio li salvi), ha dato linfa e motivazioni nuove.
Il sindaco affidando l'incarico a Ghiacci e Bocchini disse: ci sara' ancora il lusso della pallacanestro di vertice a Trieste, condivido al cento per cento la dichiarazione, per Trieste ora come ora la legadue e il basket senior e'un lusso.
Personalmente mi mette tristezza pensare che in un momento cosi' basso della pallacanestro italica, dove basta avere le giuste dritte, delle intuizioni e un po' di fortuna per fare un campionato di alta serie A, una piazza come la nostra arranchi in A2 e che questa situazione sia considerata giustamente un lusso.
E sempre a mio titolo, e' ancora piu' paradossale perche' da qualche anno (dalla gestione tecnica Bernardi ad oggi) finalmente vediamo campionati altamente convincenti, dove si e'spesso riusciti a coniugare il risultato agonistico alla proposta di giovani virgulti di molte societa' minori triestine differenti.

Ma allora come mai il basket a Trieste, da fenomeno cittadino per molti anni adesso e' diventato un lusso?
Innanzitutto ci si dimentica spesso che questa societa' ha dieci anni, e sono passati non so quante persone a dire la propria spesso a sproposito, non si puo' dimenticare gli anni di fior fior di professionisti veterani che sono venuti a svernare, oppure che si e' toccato il punto piu' basso con lo "show" dell'abbondante Senesi nello spareggio Trieste-Bassano per evitare l'onta della C.
Di costruzione prima dell'arrivo di Bonicciolli non c'e' mai stata traccia, sono convinto che se il corso di coach Bernardi poi proseguito da Dalmasson fosse iniziato prima adesso la situazione sarebbe diversa.
Ovviamente le responsabilita' non sono dei coaches che dal 2004 si sono cambiati sul pino, ma sulla totale assenza di un'idea da portare avanti, cosa che Bernardi e Dalmasson mi sembra abbiano ricevuto e condiviso con brillanti risultati.
Qualcuno puo' dire che la societa' ha nominalmente dieci anni ma nasce sulle ceneri di anni di esperienze, per me non e'assolutamente cosi', il fallimento azzera tutto.

Il lusso pero' lo si vede anche in altre manifestazioni attorno al team, si badi bene: io seguo in maniera continua la Pall.Ts esclusivamente grazie a internet, quindi i miei pensieri non hanno il calore della passione e del campo, ma spesso sono frutto di statistiche, di poche immagini, di impressioni di amici che reputo competenti, dei commenti dei tifosi e dei siti specializzati.
Ebbene io ho notato una specie di imbarbarimento nelle valutazioni, momenti di entusiasmo totale  e immotivato, a depressioni al limite del de profundis nell'arco di pochi giorni.
Chiunque non capisce che la squadra di quest'anno e'una squadra che deve vivere alla giornata per tutto, e' probabilmente uno che vive fuori dal mondo.
Si vivra' alla giornata per sapere se il lavoro di Ghiacci portera' a un maggio di saluti e baci oppure ad una continuazione della squadra, si vivra' alla giornata per vedere se un ambo al lotto dara' qualche moneta per tesserare Diviach o chi per lui in una struttura che evidentemente manca di un giocatore, si vivra' alla giornata per coltivare la speranza che alcuni ventenni confermino le buone cose gia' viste e altri ventenni (esordienti) prendano meno sberle, si vivra' alla giornata per vedere se i veterani riusciranno a tirare la carretta.

E' per questo che a volte mi cadono le braccia a vedere articoli sulle partite, ultimamente sentendo la radio, leggendo i commenti dei tifosi e oggi sapendo del finale a base di fischi.
Mi domando: forse chi critica l'esordiente Harris (che gioca fuori ruolo per la mancanza di un 4) si dimentica dell'anno di esordio di uno come Middleton? Chi critica Hoover (premetto: giocatore che non avrei preso) dimentica il dato di fatto che le vittorie sono venute nelle sue due giornate migliori? Chi pretende un esplosione immediata di Candussi non sa neanche di cosa parla, chi vuole continuita' da ventenni al primo o secondo anno di A pretende la luna.

In palazzo c'e' meno gente di anni fa, probabilmente da dopo Stefanel si e' sempre dato per scontato quello zoccolo duro e non si e'mai fatto nulla per avviare o almeno agevolare un cambio generazionale dei proprio tifosi, cosi'probabilmente la competenza, come il calore, e' scesa assieme al numero di spettatori e purtroppo e' arrivata anche in via flavia l'infezione del tutto e subito.
Senza fare poi una polemica personale, da tifoso acceso, vedere l'aspettativa per la partita contro Ferentino (saro' presuntuoso ma Fe-ren-ti-no!!! Si accettano scommesse per la durata del sodalizio..) con proclami e chiamate da derby mi ha messo un po' di malessere, onestamente in un campionato di A con citta' come Torino,Napoli,Brescia e Verona non mi sembra questo l'appuntamento dell'anno, pur comprendendo la voglia di rivalsa dopo i play off di serie B.
E anche vedere il pubblico aspettare tale Guarino per vendicarsi di un gesto di troppo, e quindi dare importanza al giocatore, mi sembra fuori luogo.
Cioe' mettere sullo stesso piano il capitano ciociaro a Savio,Coldebella,Mario Boni,Rusconi,Jeelani i primi beccati da Chiarbola che mi vengono in mente, mi sembra un Oscar gratuito e immeritato alla carriera.

Io credo ciecamente in questa squadra, credo possa centrare il suo obbiettivo anche se carta alla mano quasi ogni giornata giochera' con roster piu' importanti (ma avete visto i nomi di Ferentino oggi o no?), per farlo dovra' puntare sull'entusiasmo giovanile e sulla solidita' principalmente di Diliegro e Carra, e' fondamentale pero' che tutto l'ambiente capisca che non esiste nessun altro obbiettivo che cercare la quota salvezza, cercando magari di vincere pessime partite ai cinquanta punti, e probabilmente prendendo qualche scoppola anche pesante, cercando di non trarre soddisfazione da giocate funamboliche ma dai miglioramenti del tuo giovane vicino di casa, sperando poi che a maggio tutto non sia vanificato dall'ennesima crisi societaria.

Cerchiamo pertanto di preservarci il lusso con l'ambizione di farlo tornare tradizione e orgoglioso fenomeno sociale triestino.

Forza Trieste! 'Ndemo Muli!

mercoledì 13 novembre 2013

MANIFESTO DEL PIGRISMO

San Pietroburgo, 1912

Dormite.
Mangiate poco. Digerite anche poco. La digestione e' un mestiere impegnativo, toglie energie. Potete respirare, ma piano. Prima di alzarvi dal letto pensate: perche' devo alzarmi? E' proprio necessario? E poi cercate di riaddormentarvi subito. Che il pensiero e' un mestiere impegnativo, toglie energie.
Andate di corpo non piu' di due volte la settimana. E siate poveri. I poveri cagan sottile, come ha insegnato la tradizione popolare. Se siete abituati a leggere libri, leggeteli, ma non finiteli. Bastan le prime rige per capire tutto.
Anche questo manifesto, se siete arrivati fin qui, e' un brutto segno.Leggere e' un mestiere impegnativo, toglie energie. Ripiegate questo manifesto, tornate a casa lentamente, e andate a dormire. Poi quando vi svegliate provate a rileggere. Se arrivate a "Andate di corpo non piu' di due volte la settimana", siete gia' troppo avanti. Ripiegate il manifesto e andate a dormire. E cosi' via.
Fino a quando,svegliativi, non prenderete il manifesto e leggerete "Dormite", e ripiegherete il manifesto e andrete a dormire. Allora sarete sulla buona strada.

Andrej Igor

domenica 10 novembre 2013

CORNER K



 Dopo Krugman scomodiamo Draghi, bentornato all'appuntamento economico settimanale del mitico coach K, grazie Roby.



 WEEKLY PILLOWS

Falchi colombe e….Draghi
 
Mi ricordo, molti anni orsono (ahimè), di quando per farmi dormire mi leggevano le fiabe o, talvolta, mio padre le inventava. Una di quelle sere arrivò un personaggio nuovo e fantastico: un drago, essere incredibile, mostruoso, il “cattivo” per definizione, volava (forse) ma, sicuramente sputava lingue di fuoco.
Poi sono arrivati i cartoons e da killer spietato il nostro è diventato amabile pompiere, o quasi.
Per ultima, ma non meno importante, è giunta la Bce con a capo un italiano, il professor Mario Draghi. Ora se Grisù ispirava innata simpatia, la faccia del Presidente della Banca Centrale Europea è, quasi sempre, rubizza ma non perché frequentatore di “osmize” ma per le pressioni che l’uomo deve continuamente subire da falchi e colombe.
L’ultima ottava è stata ricca di accadimenti economici: il taglio dei tassi europei, l’incremento del PIL americano, il giudizio di Standard & Poors che, ancora una volta, si è abbattuto sui discendenti di Asterix.
Giovedì il professore ha deciso di ridurre il costo del denaro portandolo, all’interno della zona euro, dal precedente 0.50 all’attuale 0.25%, decisione contrastata e sofferta (da quando l’Italia è il “driver” della politica monetaria europea si tratta, inoltre, della seconda sforbiciata).
Ora chi bazzica i mercati conosce il detto : “Se gli Usa hanno il raffreddore l’Europa prende l’influenza”, per identificare la similitudine di comportamenti economici tra le due sponde dell’oceano, in questo contesto ciò non vale, anzi.
Assistiamo al “decoupling”: divergenza di comportamenti tra le due politiche monetarie.
In Europa Draghi si è sentito in obbligo di tagliare i tassi (in ritardo, a nostro avviso) per cercare di stimolare l’asfittica economia europea. Se, in teoria, i soldi costano meno è più facile per le imprese ricorrere all’indebitamento, investire produrre e far ripartire i consumi. La Germania, la solita virtuosa, ha manifestato il suo dissenso, con l’astensione al voto di 4 consiglieri, ma non ha potuto evitare (forse anche dopo l’affondo del Tesoro Americano) tale mossa. Chi scrive segue da lontano il Professore (i primi incarichi alla Banca Mondiale, la direzione della Banca d’Italia, ecc.) e riconosce come lo studioso sia attento a tutti i segnali economici.
L’inflazione europea al 0.7% in ottobre (il minimo da sempre) è suonato come un fortissimo campanello d’allarme nelle orecchie di Draghi, significava allarme deflazione. I prezzi anziché salire, scendono, causa un calo dei consumi e una situazione di produttività stagnante.
La possibilità che in Eurolandia si ripeta l’ecatombe giapponese (modelli economici indicano il tasso “ottimale” di inflazione pari al 2%), durata vent’anni ha spinto il Governatore, superando qualsiasi corrente, a tagliare subito i tassi. Questo, a nostro avviso, l’origine di tale scelta. Purtroppo ciò non basterà: i poteri della banca europea sono limitati, frenati dalla cancelliera teutonica e i maggiori soldi a disposizione non verranno messi in circolo a famiglie ed imprese ma detenuti, ancora una volta, dalle banche non assolvendo così alla loro funzione pubblica.
Il taglio dei tassi ha fatto crollare l’Euro (da 1.385 a 1.335) perché più essendo disponibile un bene (in questo caso la moneta) il suo valore si riduce. Le piazze finanziarie europee, al contrario di quelle americane, sono arretrate (Milano solo nella giornata di giovedì ha ceduto il 2%).
Negli Usa si assiste esattamente al contrario: per evitare eccessi la Federal Reserve sarà chiamata (e la scommessa si basa sul quando) ad aumentare i tassi ed avviare il tapering ovvero la progressiva riduzione degli acquisti di titoli di stato.
Forse fra diversi anni, prima della buonanotte, qualcuno racconterà la storia di quel professore italiano, ultimo baluardo dell’Europa che, come un’eroe combatteva con falchi e colombe…chissà…?

giovedì 7 novembre 2013

Dedicato alle donne

Questo e' un racconto che Don Gallo raccontava nei suoi incontri pubblici e lo potete trovare nel libro "Se non ora adesso", un libro che amo molto.


Un mattino un uomo torna dopo molte ore di pesca e decide di fare un sonnellino.
Anche se non pratica del lago, la moglie decide di uscire in barca.
Accende il motore e si spinge a una piccola distanza: spegne,butta l'ancora e si mette a leggere.


Arriva una guardia forestale in barca, si avvicina e le dice: "Buongiorno, signora.Cosa sta facendo?".
"Sto leggendo un libro" risponde lei (pensando:"Non e' forse ovvio?").
"Lei si trova in una zona di pesca vietata" ribatte la guardia.
"Mi dispiace, agente, ma non sto pescando.Sto leggendo."
"Si, ma ha tutta l'attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento.Devo portarla con e fare rapporto."
"Se lo fa, agente, dovro' denunciarla per molestia sessuale" dice la donna.
"Ma se non l'ho nemmeno toccata!" protesta la guardia forestale.
"Questo e'vero, ma possiede tutta l'attrezzatura.Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento."
"Le auguro una buona giornata,signora." e la guardia se ne va.


Morale: mai discutere con una donna che legge.E'probabile che sappia anche pensare.