mercoledì 6 novembre 2013

Alla scoperta di Feno


In questo periodo noto su facebook un sacco di volantini fotografati all'entrata di quella palestra o di quel campo di calcio, che riassumendo dicono: se pensi o vuoi che tuo figlio diventi un campione portalo da un'altra parte.
Devo dire che questi avvisi mi hanno un po' stufato, come tutte le cose insistentemente proposte, e spesso sono un po' pregne di ipocrisia, sappiamo tutti che i genitori sono fondamentali nella nostra attivita' per il volgarissimo motivo delle quote, per il trasporto del loro figlioletto (e talvolta di qualche altro) e per altri infiniti motivi, e' chiaro che devono esistere nel rapporto istruttore-genitore delle linee guida societarie, educazione, rispetto per i ruoli e buon senso.

Chi ha la pazienza di leggere questo blog, oppure vede i testi pubblicati su facebook, e' al corrente del fatto che Giorgia, mia figlia, da poco piu' di un mese e'iscritta ad un corso di tennis.
Ogni mercoledi' ci rechiamo all'Interclub Gent e Gio con altri bimbi corrono e saltano su ogni ostacolo o attrezzo.
Per quanto mi riguarda mi sto godendo la bimba che si diverte come una pazza, ma con una certa attenzione guardo anche i genitori e gli istruttori, finalmente dall'altra parte della staccionata.

Posso dire che per la mia esperienza e formazione gli istruttori sono capaci e fanno parte di un'organizzazione di altissimo livello, sono sempre tanti sul campo, sono giovani e supportati da un responsabile piu' esperto molto presente, la fornitura di materiale e'di altissima qualita' e quantita', la struttura e'ottima per l'attivita' eseguita.
Certo vedere gli istruttori con le mani nelle tasche o spesso consultare il telefonino, con abbigliamento non adatto (piumino,sciarpa e stivale) non e' bellissimo, ma io sono sempre stato viziato da Cumbat e l'Azzurra.

Dopo queste prime impressioni comincio a vedere le sfumature e ho individuato il genitore che diventera' il nostro eroe, lui e' il fenomeno di turno, elemento presente spesso indipendentemente dalla disciplina sportiva del figlio.
Il fenomeno, lo chiameremo Feno per abbreviare, ma anche perche' solitamente lui si presenta come l'amico di tutti, scherza, e si muove in campo come  fosse casa sua.
Feno lo avevo gia' puntato la prima o seconda volta che ho portato Gio', e' stato l'unico ad entrare nel campo per parlare con l'istruttore-capo, poi prima di uscire si e' fermato a vedere delle assi piantate a terra che delimitano il campo con la passerella dove sono poste le panchine per i genitori.

Oggi, pandemonio!

Arriva in ritardo, toglie in fretta i giubbotti ai figli, entra con loro in campo li mette in fila, saluta tutti e cosa fa? Va dalle sue assi, le accarezza, le guarda e trova degl inserti metallici che dalla sua mimica possono essere pericolosissimi per l'incolumita' degli atleti, cerca un' occhiata del responsabile che finge in maniera clamorosa di non vederlo, e trova gli occhi del ragazzino assistente che si avvicina; beata gioventu'.

Il ragazzo ascolta Feno, lo asseconda e lo aiuta a spostare queste assi, in quel momento sento il responsabile richiamare in maniera ferma e decisa l'assistente e lo rimanda a lavorare con i bimbi (ammetto una mia certa eccitazione in questo momento).
Dopo un paio di minuti il responsabile si avvicina e toglie queste assi assieme a Feno senza scambiare una parola.
Tengo a precisare che la distanza delle assi al limite di campo utilizzato e'di almeno due metri, e che la corsa dei bimbi di massimo tre anni non raggiunge una velocita'olimpica.
Feno e'a disagio, capisce di aver forse oltrepassato le sue competenze e si siede come tutti quanti.

Sono sicuro che Feno mi regalera' altre soddisfazioni.

A proposito: all'atto dell'iscrizione ci e' stato chiesto per l'attivita' un abbigliamento sportivo semplice (tuta) e un paio di scarpe a suola chiara per non fare segni sul fondo sintetico.
Secondo voi chi e' il padre degli unici bambini in jeans e scarpette con suola nera?
Vai Feno, grazie di esistere.

Passione K - giornata 4-




Si fa fatica a trovare le parole: protagonismo? Egocentrismo portato a ronaldiani livelli?
Chi non ricorda l'ossigeno nei capelli, o alcuni video nel tempio plavo di strada di guardiella?

Ma adesso siamo al delirio.
Partiamo da lontano prima di analizzare la gara di ieri sera in quel di Pozzuolo.

Nello scorso turno di Eurolega ho visto alla tv il Maccabi contro il Lokomotiv Kuban, la gara non ha espresso grandi emozioni, troppo piu' forti i gialli al cospetto del DLF di Krasnodar.
Non ho potuto pero' non notare alcune analogie, secondo me date dalla razionalita' onirica e visionaria del nostro coach K.

Preambolo: tutti conoscono il tifo del nostro verso il mitico team di Tel Aviv, quindi vi pongo alcune considerazioni.

Pensiamo ad un quintetto del Maccabi con: play maker esperto di zingarate come Ohayon, una guardia con tiro mortifero e capacita' di regia come Hickman, un ala piccola dal tiro affidabile e leadership come Smith, un quattro dalla mano educatissima come Blu e un pivottone dalla grande  stazza, tecnica e intimidazione come Big Sofo.

Tutto ok? Ci siamo?

Adesso prendete le caratteristiche e cambiate i nomi in ordine con: Bevitori,Bortolot,Fortunati,Tonut,Lorenzi......
Siamo o non siamo al totale delirio?

E siamo molto lontani dal tramonto di questa (poco) lucida follia, infatti non conosco il palmares della Pssn, ma se lo spirito di emulazione ha una sua perversa logica, vi ricordo che il Maccabi ha vinto tra coppe e campionati novanta titoli nazionali.
L'unica speranza e' che K si ispiri all'ottimo coach Blatt che e' un professionista a 360 gradi, e probabilmente nei prossimi anni cambiera' fisiologicamente panchina, perche' se la sua musa e' l'antipatico avvocato Shimon Mizrahi, massimo dirigente sempre in panchina vicino al coach dal 1969, la farsa sara' infinita.

Prendiamo un aereo atterriamo a Ronchi, facciamo un po' di chilometri e andiamo a Pozzuolo, parte a razzo la Pssn fino al 22-9, per poi assistere al punto piu' alto dell'egocentrismo kidzikiano, il coach toglie figuratamente la giacca e cravatta, appoggia pennarello e lavagnetta  e stringe i lacci delle scarpe.
Risultato: si va al riposo sul meno uno, 44-43.
Ovviamente atmosfera tesa tra i senatori, ma la grande esperienza fa si che la rabbia diventa energia positiva e il solco si riforma con Bortolot protagonista assoluto, con 35 punti e 8 triple.
Incredibile ma vero, ma K ci riprova, si rimette in campo, fa piu' danni della grandine ma ormai il risultato e' acquisito.

Pozzuolo 75 - Passione 87

Polo 2, Glavina 2, Bevitori 17, Scrigner 2, Serafini 4, Benvenuto 25, Bortolot 35, Kidzik.

lunedì 4 novembre 2013

C'era una volta -resoconto settimanale degli ex Azzurra nei campionati senior-

Iniziare una partita di pallacanestro con un meno quindici ed essere consapevoli che nei quaranta minuti rischi di avere anche quindici possessi in meno del solito, non e' psicologicamente facile.
I due quindici indicati sono i numeri forniti alle voci punti e rimbalzi da Diliegro, unico giocatore interno puro della rosa di Dalmasson, vero e proprio top player triestino, assente per infortunio.
A questo aggiungiamo gli acciacchi di Hoover, e si capisce che essere competitivi con la Leonessa Brescia e' impresa titanica.
Non e' bastato far vedere ancora grande vivacita' anche se talvolta con qualche sbavatura, per fermare una squadra gia' forte che ha fatto mercato con giocatori di serie A1 come Dibella,Slay, Fultz.
Due immagini della gara rendono bene le differenze in campo: Fossati (191 cm) difende con grande spirito su Cuccarolo (ex Benetton 221 cm) cio' dimostra la grande voglia che talvolta pero' soccombe per limiti strutturali, e una grande giocata nel finale di terzo quarto tra Ruzzier e lo stesso Fossati  rende palese che con organizzazione e tecnica si resta competitivi, ma per vincere serve un quid in piu'.
Buoni segnali da Candussi, per gli ex azzurri: Michele Ruzzier 7 punti in 27 minuti e Stefano Tonut 8 in 23, non entra Ema Urbani.

Perdono in trasferta sia Trapani a Jesi (94-88) che Trento a Veroli (75-72). Poco piu' di un minuto senza canestri per Stefano Bossi in terra marchigiana, realizza 4 in 27 Marco Spanghero in Lazio.

Qualche spicciolo in Dnb per Cernivani nella bella vittoria della Poderosa Montegranaro in quel di Giulianova (64-81).

Bel ritorno alla vittoria dello Jadran in trasferta a Firenze, partita molto equilibrata che si conclude sul 56-59, Matija Batich produce 5 punti.

In C regionale il Don Bosco non riesce a staccarsi dallo zero in classifica nonostante la vena realizzativa dei tre tenori Spangaro,Schina,Carlin.
Fagagna passa in via dell'Istria per 70-79, quattro punti per Gordini,non realizza Pecchi.
Nel match-clou della giornata, Monfalcone trema per la prima volta ma passa su Latisana 80-75, nella Falconstar non entra Bon, 17 per Bonetta, top scorer di Latisana.
Sconfitta in casa della Servolana per 68-77, sei punti per Crevatin, otto per Pobega, non entra Sculin.
Grandinata di triple del Bor che domina sul Monfalcone (81-58) non realizza Vittori.
Sconfitta per il Breg in casa con Corno di Rosazzo per 52-71, che dilaga nell'ultimo periodo.

In serie D perde in casa il Santos con Grado, 9 punti per Andrea Spanghero, 4 per Ciccio Cumbat e non realizza Max Crocenzi.
Il Basket4Trieste esce sconfitto dalla  trasferta bisiaca di Perteole.
Rush finale vincente della capolista Perteole per 62-61,questo il commento del coach triestino Riki Coppola: "Partita equilibrata per tutti e 40 i minuti con due squadre in salute agonisticamente e tecnicamente parlando. Per noi e'pesata l'assenza  di Marco Catenacci per impegni lavorativi e Delise, oltre all'infortunio per stiramento di Schillani dopo soli 11 minuti di gioco. Speriamo di vedere presto un B4T al completo. Tra gli ex Azzurra bene Raf Pizziga in difesa con 4 punti a referto, Tiz Morelli che conferma il match della settimana precedente infilando 14 punti con un ottimo 5/8 dal campo, 3/3 ai liberi e 9 rimbalzi, ora aspettiamo che anche  Leo, raggiunga la forma del gemello".


Alla prossima



domenica 3 novembre 2013

Corner K -attendendo Krugman-

WEEKLY PILLOWS  

Questa volta iniziamo con una doverosa premessa: urliamo un “Big thanks” al blogger che ci ospita.. riteniamo infatti che, da soli, non saremmo mai riusciti a far imbestialire  un premio Nobel per l’economia.
Nel nostro ultimo intervento avevamo sottolineato la debolezza del dollaro (anziché la forza dell’euro) ed ecco che dalle colonne del New York Times il professor Krugman comincia ad inveire : “….le persone che dicono queste cose generalmente non hanno la più pallida idea di quale sia realmente il ruolo del dollaro, di che cos’è che possa mettere a rischio tale ruolo e di perché sia rilevante (se lo è).”
Apriti cielo. Concordiamo col Nobel come il “biglietto verde” adempia alla perfezione al ruolo della moneta (mezzo di scambio, unità di conto e mezzo di tesaurizzazione) e di come sia valuta veicolo ovvero usata per transazioni internazionali o di conversione. Siamo anche disposti a riconoscere come alcuni paesi aggancino la propria valuta a quella americana o come alcuni grossi investitori “draghino” parte dei loro patrimoni in dollari…ma adesso siamo noi a puntare i piedi.
Allora prof, prima di partire per una delle sue solite “crociate” rilegga il nostro intervento invece di “tweetare” quotidianamente un’analisi economica esprimendosi sempre con una convinzione granitica o con commenti al vetriolo (per fortuna anche verso altri premi Nobel) nei confronti di chi non è sulla sua stessa lunghezza d’onda.
 
Per qualsiasi cosa la invito, comunque, a usare questo blog come terreno di sfida. Grazie.
 
Tornando invece alla settimana trascorsa abbiamo potuto assistere ad una “prima assoluta”. Il Tesoro americano nel suo rapporto semestrale sulle valute ha criticato apertamente la Germania.
Al di là delle questioni politiche (alcuni sostengono sia stata una risposta all’affondo teutonico per il “Datagate”) ci preme sottolineare l’aspetto economico. Gli americani, ancora una volta (?), scendono in campo per salvare l’Europa dalla Germania, guidata non più da un imbianchino coi baffetti alla Charlot, ma dalla “cancelliera di ferro”.
Gli USA accusano palesemente Berlino di porre un freno alla crescita europea, già ai minimi termini. L’austerità voluta dalla BCE (su spinta della Merkel) ha tenuto si sotto freno l’inflazione europea (0.7% il dato di ottobre, i minimi di sempre) ma ha bloccato pure la domanda interna.
Forse la Germania vive un complesso: quello di essere considerata un paese piccolo, un po’ come l’Europa e quindi fa la formica perché consapevole, un giorno, di non sedere nel tavolo dei “Grandi”. Potrebbe essere valida tale ipotesi soprattutto alla luce di quanto sta facendo la Cina. Entrambe le economie (tedesca e cinese) basano tutta la loro crescita sull’esportazione. In Europa i tedeschi (grazie al cambio) sono i primi esportatori, tuttavia non stimolano in alcun modo la domanda interna ovvero i consumi tedeschi (ed europei) impedendo alla banca centrale di adottare politiche monetarie espansive, provvedimenti accolti, invece, dalle tre banche mondiali più importanti (giapponese BoJ, inglese BoE e l’americana Federal Reserve).
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il Pil cinese corre a due cifre (10%), quello europeo è tornato indietro di 20 anni….chissà cosa avrà da dire Krugman…

venerdì 1 novembre 2013

Le prime cinque giornate della Pallacanestro Trieste

Ho sempre pensato che la salute e la crescita di una squadra si possano inquadrare in un campionario di almeno cinque gare, che in un calendario normale sono le gare che si svolgono circa in un mese.
Quando i miei sempre validi collaboratori mi danno lo scout di fine gara osservo sempre con attenzione alcuni aspetti che vedo durante la gara, li analizzo rapidamente, ma poi archivio il foglio per riprenderlo un po' di tempo dopo e fare un parziale sulle ultime cinque gare.

Ieri la Pallacanestro Trieste ha giocato la sua quinta gara di campionato e da tifoso che si reputa presuntuosamente competente mi permetto di fare un primo bilancio dell'annata agonistica.
Analizzando le avversarie secondo me Trieste non ha avuto per niente un calendario soft, infatti ha affrontato tre team che io reputo molto solidi come Trento, Verona, Biella poi ha avuto un confronto diretto con Imola e una partita in una piazza storica della categoria come Jesi.

Per team solidi intendo quelle squadre che aspirano a soddisfare le proprie ambizioni con un'idea precisa e una forte identita' di squadra, cioe' quelli che non si affidano alla stella yankee di passaggio ma puntano su una solidita' tecnica e programmatica.
Credo un modus operandi che sta tentando di proporre anche Trieste ma in questo momento con impegno economico molto ridotto rispetto alle avversarie.

La vittoria con Verona e'stato un vero e proprio regalo ai tifosi, la vittoria a Imola un successo importante dato che si tratta di un probabile scontro diretto per la lotta in chiave salvezza, ci si possono mangiare i gomiti per la sconfitta di misura a Jesi ma e'obbiettivamente un risultato che ci puo' stare, le piu' nette sconfitte con Trento e Biella (guarda caso le due senza Hoover) sono dei passi falsi di una squadra che deve crescere per essere sempre pronta.

Crescere, questa e' la password per una stagione positiva, e questa crescita in questo momento puo' garantire competitivita' e qualche exploit, ma credo che bisogna avere molta pazienza per assicurare anche un minimo di continuita'.

In questo momento la speranze sono quelle di tenere in piedi il meglio possibile Hoover, che ci sia sempre un aumento di determinazione e autorita' nella regia di Ruzzier, che Diliegro resti un all star (ieri sera 17 rimbalzi, era dai tempi del povero Mangiafuoco o ancora prima Ben Coleman che non si vedevano sotto San Giusto) che Carra assicuri la sua affidabilita', Mastrangelo la sua consueta energia, che i rookie o semi rookie Harris,Tonut e Candussi accelerino il proprio processo di crescita e che Urbani e Fossati quando chiamati in causa portino la legna che serve.

Credo che far diventare queste speranze obbiettivi, sia l'unica strada per poter arrivare alla salvezza, un lavoro difficile ma gestito dalle sapienti mani di Dalmasson, garanzia assoluta.
Sicuramente poi se l'imponderabile mette le mani, e fa gestire alla coppia Ghiacci-Bocchini due euro per tesserare un mezzo lungo (Diviach) che strutturalmente manca, allora tutto sara' piu' divertente.

Con grande fiducia, 'Ndemo Muli!!!!!

martedì 29 ottobre 2013

Passione K giornata 3

Una pubblicita' televisiva ha coniato lo slogan "ti piace vincere facile", una continua passerella di stelle, una maniera per spostare l'ostacolo della gestione sportiva, in panchina una forma cervellotica del gioco delle belle statuine, un coach in piena sindrome di Chuck Daly.

Proprio Chuck Daly colui che allenava il Dream Team a Barcellona nel 1992, si conquisto' quella prestigiosa panchina portando al massimo della loro storia i Bad Boys di Detroit con un back to back da urlo.
Qui invece non parliamo di conquiste e meriti ma di patetiche suppliche via telefono o mail.

In campo stelle di livello assoluto seguite anche dagli spalti da chi ha grossa responsabilita' sulla smodata passione della palla a spicchi triestina.
Oltre ai gia' citati nelle cronache precedenti, coach K, evidentemente preoccupato di un possibile cedimento, mette in campo Alberto Tonut, settemila punti in serie A, oro e argento ai Giochi del Mediterraneo, oro Europeo a Nantes, 89 presenze e oltre 500 punti in maglia azzurra.
E in tribuna pronto ad incoraggiarlo Rich Laurel, mito dell'Hurlingam, immagino che a coach K, sia balenata un'idea per le prossime gare.

Voi vi chiederete perche' tutto cio'? Molto semplice coach K messo al corrente che gli avversari sono capitanati dalla scarpetta rossa Roberto Premier, non ha voluto rischiare nulla.

Per la cronaca la gara e' finita qualche minuto dopo il riscaldamento, fine del primo quarto 30-10, per un finale da 97 a 49.
Cio' nonostante gli spifferi dello spogliatoio parlano di clamorose buche di gestione, e dagli spalti qualcuno ha rumoreggiato, ma si sa che finche' il risultato e'positivo le lamentele e i pianti non hanno ragione di esistere, seguiremo attentamente.

Lo score finale: Polo 2, Gadola 6, Glavina 4,Bevitori 6,Fortunati 22, Tonut 5, Facco 11, Scrigner 2,Serafini 2, Bortolot 12, Lorenzi 10.

lunedì 28 ottobre 2013

CORNER K

Secondo pezzo di economia scritto da Roberto Kidzik, ricevuto nel week end e pubblicato al lunedi' come inizio di settimana del blog, a me sembrava un onore per lo scrittore invece sono stato tacciato a censore, sotto pressione pubblico:

WEEKLY PILLOWS
 
Accantonati per una settimana “shutdown” e innalzamento del debito americano (ma tali temi si riproporranno in febbraio), la settimana ha messo sotto i riflettori la moneta europea, l’euro.
Ora il rapporto con la valuta americana è 1.38 ma gli analisti lo vedono, senza patemi, sfondare la soglia di 1.40 entro il mese.
Super euro verrebbe da pensare, vedendo le quotazioni galoppare da 1.28 ai livelli attuali…in realtà l’apparenza inganna. Non è la valuta europea ad essersi rafforzata ma quella americana ad essersi indebolita. 
Cerchiamo di capirne il perché.
 
Verso maggio Ben Bernanke (attuale presidente della Fed) aveva annunciato l’intenzione da parte della Banca Centrale americana di ridurre gli stimoli monetari all’economia di 10 mld al mese (attualmente la Fed “pompa” nel mercato 85 miliardi di dollari acquistando treasuries)….apriti cielo: violenta bufera sui mercati finanziari, dollaro in rafforzamento, crollo delle piazze europee. Tant’è bastato per far si che il buon Ben precisasse la sua intenzione di ridurre gli stimoli solo nel caso in cui la disoccupazione statunitense scendesse di un paio di punti. I mercati (con la memoria corta) hanno apprezzato e l’euro ha iniziato a correre.
Un’altra spinta è stata impressa al movimento quando uno dei successori/antagonisti di Bernanke alla guida della Fed (Summers) ha deciso di ritirarsi e di lasciare la poltrona  alla colomba Janet Yellen, che avrebbe proseguito la politica accomodante di “zio Ben”.
 
Il problema, a questo punto, si trasferisce in Europa: a questi livelli di cambio Germania Francia e Italia (in primis) perdono competitività ed esportano di meno causa il forte valore dell’euro. Una ripresa -che ancora non si vede in tutta l’Europa- (salvo la Spagna che, in settimana, ha annunciato il primo Pil positivo dopo due anni) è resa ancora più precaria da questo cambio “forte” che ci mette all’angolo e dalla mancanza di azione e correttivi monetari da parte della Bce, di matrice germanica e che va assomigliando sempre più alle tre scimmiette siciliane (non vedo, non parlo, non sento).